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Sono tre
i principi base su cui si fonda il Peacemaker Order. Il primo, la non
conoscenza è trovarsi in uno stato di non conoscenza, lasciando
andare le idee preconcette. Il secondo, portare testimonianza è
immergersi totalmente nelle situazioni in cui ci si trova. Il terzo, guarire
se stesso e gli altri, deriva dagli ingredienti che sono emersi portando
testimonianza.
Per portare testimonianza bisogna prima entrare nello stato di non conoscenza
e non addentrarsi in una situazione con la sensazione di sapere già
che cosa fare, ma entrarvi dentro completamente, come un bambino; semplicemente
standoci per ascoltare e sentire con ogni osso, con ogni cellula, con
ogni pelo del corpo. Sentire che cosa succede, permettendo agli ingredienti
della situazione di emergere: solo così si potrà prenderli
per creare un pasto guaritivo.
Ma come si fa a entrare in un luogo di non conoscenza? Come si fa a entrare
in una situazione nella quale portare testimonianza senza tutte le nozioni
che si hanno su come si fa? Come si fa ad entrarvi puliti?
Io medito dal 1958, quasi quaranta anni, e probabilmente ho partecipato
a centinaia e centinaia di ritiri. Ma circa cinque anni fa sono andato,
solo per quasi quattro giorni, sulla strada per viverci, nel Bowery, la
strada dei barboni a New York. Ero con altri che si erano uniti a me.
E ciò che venne fuori in quei quattro giorni fu qualcosa che non
mi sarei mai aspettato. Ero entrato in una situazione a cui ero totalmente
impreparato - non avevo la minima idea di che cosa mi aspettava e ho imparato
un sacco di cose.
Per me, parte dello stato di non conoscenza è entrare in mondi
di cui ho paura, entrare in mondi dei quali non ho nessuna idea. Sono
attratto da questi aspetti di me stesso che non capisco, che temo, che
sono un mistero. Sono attratto da questo regno, dall'entrarvi. Se medito
in un'arena che mi è molto familiare sento che è troppo
pacifica. E' molto bello, ma è come bere un cappuccino. A me piace
meditare. Ma quando esco per entrare in altre arene quali la strada, incontro
delle cose di straordinaria importanza ed è da lì che viene
una possibilità di guarigione per me stesso e per gli altri che
non mi sarei mai aspettato.
Che cos'è la meditazione? Per me, significa portare testimonianza
alla vita nella sua interezza. E' qualcosa di più che sedersi in
una determinata posizione. Uno dei miei insegnanti è stato Yasutani
Roshi. Non ha fatto altro che insegnare meditazione e fare ritiri con
altri, settimana dopo settimana. Eppure diceva che ci sono molte bambole
nelle vetrine dei negozi sedute in posizione da meditazione. Ma che non
meditano.
In origine le seshin servivano per condurre in un posto con cui non si
avesse familiarità. Come? Erano concepite in modo da sopraffare,
da portare via da dove ci si sentiva comodi - per stancare, per sfiancare
fino al punto da non poter più restare avvinghiati all'attaccamento
a se stessi. Non è facile: siamo tutti fanatici nel restare attaccati
alle nostre dipendenze. La dipendenza è forte, specialmente quella
al sé.
Molto spesso noi stiamo solo cercando di creare uno spazio per noi più
pacifico, più felice e la meditazione è un altro modo che
abbiamo per realizzarlo. Nello Zen questo spazio viene chiamato 'la caverna
del diavolo'. Colui che controlla, quando si accorge che qualcuno sta
sedendo nella caverna del diavolo, in questo spazio meraviglioso e pacifico,
ha il compito di sbatterlo fuori.
E' così bello sedere lì, non è vero? A me piace.
E' straordinario, ma non è sufficiente. Nel corso della nostra
evoluzione in questo paese abbiamo importato queste fantastiche tecniche
dall'oriente, ma ora siamo giunti al punto in cui sappiamo che non bastano.
Nella prossima fase, facendo uso di tutte queste cose bellissime che abbiamo
imparato, ci dobbiamo impegnare nella guarigione della terra, nel realizzare
l'insieme della razza umana, e non solo, ma dell'intero universo.
Dunque, le sesshin, abbiamo detto, sono state concepite per cercare di
tirar fuori le persone dallo spazio con cui sentivano familiarità,
per porarle in uno spazio nel quale non abbiano più il controllo
della situazione. Anche l'idea delle 'immersioni' è uno degli strumenti
del Peacemaker Order. Vi chiediamo di immergervi in quel posto con cui
non avete nessuna familiarità, il posto delle vostre paure, del
vostro sconosciuto. Potrebbe anche essere un posto bello: immergersi,
ad esempio, nell'essere un clown potrebbe portarvi fuori dal vostro modo
usuale di pensare.
Nello Zen si ricorre ai koan allo stesso scopo. Che cos'è la mano
del buddha? Che cos'è una mano? Chi sono io? Servono a farci uscire
dai concetti, dalle idee che abbiamo su che cosa è la vita. I koan
servono per farlo e anche le immersioni hanno il medesimo scopo. Gli aderenti
all'ordine si impegnano a fare delle immersioni nei mondi con cui non
hanno nessuna familiarità. Immergersi in questi spazi e poi portare
testimonianza. Ciascuno deve imparare come ascoltare, come dialogare,
come sedere, come ricevere, come domandare. Le risposte non sono importanti.
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